Jean Francois Gillet, l’anima dei galletti per 11 anni

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jean francois gillet

Jean Francois Gillet – il recordman del Bari

Se c’è un giocatore a cui i tifosi del Bari vorranno sempre bene è Jean Francois Gillet. Il portiere belga nasce a Liegi il primo giugno 1979 ma nonostante ciò ha il cuore tinto di biancorosso, Gillet ha infatti giocato a Bari per undici anni diventando il primo per presenze (353) nella classifica dei giocatori baresi.

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Il legame con il Bari di Jean Francois Gillet

La carriera di Gillet inizia in patria con lo Standard Liegi nel 1989. Terminato il percorso nelle squadre giovanili nel 1996 passa in prima squadra dove mostra subito le sue doti di portiere reattivo, molto abile anche col pallone tra i piedi e con un feeling particolare con i rigori. Nel 1999 arriva al Monza e arriva dunque in Italia, terra che lascerà solamente nel 2015.

Nel 2000 si trasferisce a Bari. La prima stagione vede i biancorossi retrocedere in Serie B ma il portiere è uno dei giocatori più positivi, basti ricordare i due rigori parati al Brescia con conseguente record nella storia barese.
Nonostante la retrocessione Gillet decide di rimanere in Puglia e di difendere i pali della porta del Bari anche nella serie cadetta. Nel 2003, però, sulla panchina biancorossa arriva Marco Tardelli. Tra il nuovo allenatore ed il portiere non corre buon sangue così il belga viene girato in prestito al Treviso.

Nel 2004, però, Gillet fa il suo ritorno al Bari divenendo un punto fermo della squadra. Nel capoluogo pugliese trova anche l’amore conoscendo la donna che, nel 2008, sposerà.
Il suo Bari torna in Serie A nel 2009 grazie anche alle sue parate in serie cadetta. Le sue prestazioni gli valgono la convocazione e l’esordio con la nazionale del Belgio dove si mette in mostra parando un rigore a David Villa.

Insieme alla Serie A sembra esser tornato il sereno in casa biancorossa ma, nel 2010, scoppia uno scandalo calcio scommesse. Tra i giocatori coinvolti ci sono Gillet e Masiello. La rabbia dei tifosi è tanta, si sentono traditi da chi avrebbe dovuto comportarsi in altro modo verso una tifoseria che aveva mostrato solamente amore per loro. Nel 2011 il portiere dice addio alla Puglia, in una conferenza stampa con tanto di lacrime e inizia un lungo girovagare tra squadre di Serie A e tribunali.

Passa dal Bologna al Torino fino al Catania. La pena per la frode sportiva commessa, inizialmente fissata a tre anni e sette mesi di squalifica, viene ridotta a tredici mesi. Nel 2015 torna a Bari da avversario con la maglia catanese. L’accoglienza riservatagli è colma di fischi e insulti da parte dei tifosi che tanto hanno amato quel portiere e che, in cuor loro, non potranno mai dimenticare. Un anno dopo Gillet viene definitivamente scagionato dalle accuse di aver truccato due partite del Bari.

Ultimi anni e il sogno

Gillet è ancora in attività nonostante i suoi quarant’anni. Difende i pali dello Standard Liegi, la squadra della città in cui è nato e cresciuto.

I tifosi del Bari non lo hanno ancora completamente perdonato per ciò che ha fatto. Si aspettavano più trasparenza e chiarezza da parte di chi è diventato un totem e una leggenda del club pugliese. Il club oggi non naviga in buone acque, milita in Serie C e viene da due fallimenti negli ultimi 5 anni. In molti sognano un romantico ritorno di Gillet a Bari per compiere l’ultima prodezza e aiutare la città che gli ha dato tutto a tornare dove gli compete, in Serie A.

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